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CONFERENZA "FUTURE PERSPECTIVES FOR WINE SECTOR IN CROATIA"   

 

25 Aprile 2008     


  
Oggetto : La riforma del settore in conseguenza alla nuova politica europea

Informiamo gli operatori del settore affinché possano beneficiare dei vantaggi derivanti da quanto in oggetto.
              
Venerdì 14 marzo 2008 si è svolta a Osijek la conferenza internazionale "Future perspectives for Wine Sector in Croatia", evento finanziato dalla Iniziativa Centro Europea che ha visto coinvolti operatori del settore agricolo e vitivinicolo e istituzioni locali, nazionali ed Europee di Croazia, Italia, Serbia, Bosnia-Herzegovina, Ungheria e Montenegro che si sono confrontati sui temi della cooperazione internazionale e delle azioni da intraprendere per adeguare le normative e gli standard nazionali alla nuova politica UE nel settore vitivinicolo.

La riforma UE del settore: il quadro di riferimento

A fare da fil rouge all’evento è stato appunto il dibattito sulla riforma del settore vitivinicolo nell’UE: l’intervento di un rappresentante della Commissione Europea, Direzione Generale Agricoltura, ha fornito il quadro di riferimento generale, presentando nel dettaglio i contenuti della riforma e offrendo spunti per un confronto tra gli esponenti istituzionali dei paesi presenti.
La presenza di partecipanti provenienti in gran parte dall’area dei Balcani occidentali, ossia dai paesi che si apprestano ad entrare nell’Unione Europea, ha influito sui temi trattati, mettendo in luce in particolare gli adeguamenti necessari a livello nazionale per preparare i paesi candidati alla futura applicazione della riforma.

Gli scenari nazionali nei paesi candidati e potenziali candidati

I rappresentanti dei ministeri dei paesi partecipanti hanno infatti illustrato le misure legislative e i provvedimenti adottati per adeguare le normative nazionali alla riforma del settore vitivinicolo approvata dall’Unione Europea: l’attenzione si è concentrata in particolare sulle procedure relative all’etichettatura dei vini e sulle pratiche enologiche e di produzione applicate. Molti tra i paesi dell’area (ad esempio Macedonia, Croazia, Serbia) hanno stilato veri e propri “manuali” che raccolgono le norme e gli orientamenti applicabili nel settore a livello nazionale.
E’emersa inoltre l’estrema frammentazione della produzione vitivinicola (molte aziende di piccole dimensioni) e la mancanza di forme di organizzazione stabile tra i produttori: la creazione di tali strutture è un prerequisito essenziale per poter beneficiare di alcune delle misure di sostegno promosse dalla riforma, quali ad esempio le misure di formazione dedicate ai produttori o le sovvenzioni a favore della promozione.
Il futuro ingesso nell’Unione Europea, inoltre, pone gli operatori del settore di fronte a nuove sfide, soprattutto per quel che riguarda la commercializzazione dei vini prodotti: l’analisi dei trends commerciali dei paesi partecipanti, a livello nazionale, evidenzia come nell’area la quota principale del mercato di settore sia costituita da importazioni / esportazioni da e verso i paesi dei Balcani Occidentali. Ad esempio circa la metà delle esportazioni (dati quantitativi) della Macedonia è destinata a Serbia e Croazia mentre quasi il 60% delle esportazioni croate trova sbocco in Serbia e Bosnia Erzegovina.
I prezzi dei vini esportati sono tuttavia meno competitivi rispetto a quelli dei vini europei: di conseguenza il futuro ingresso dei paesi dell’area balcanica nell’Unione Europea pone interrogativi legati alla competitività dei prodotti offerti; i produttori temono in particolare la concorrenza dei vini europei sul proprio mercato attuale di riferimento.
Le trasformazioni più rilevanti su cui si è concentrata l’attenzione dei partecipanti sono state dunque:
  • La creazione di forme associative tra i produttori, per migliorare l’efficienza e ridurre i costi di produzione
  • L’identificazione di forme efficienti di promozione dei prodotti del settore vitivinicolo (creazione di brand riconoscibili, cooperazione transfrontaliera e transnazionale, percorsi turistici tematici ecc.)

Le best practices internazionali: associazioni tra i produttori e iniziative di promozione

I temi appena citati sono stati appunto gli argomenti principali della seconda parte della conferenza: produttori e operatori del settore dei paesi membri dell’Unione Europea hanno presentato esempi di buone pratiche legate all’associazionismo tra i piccoli produttori e alla promozione dei prodotti del settore vitivinicolo attraverso il turismo tematico.
In particolare è stata presentata l’esperienza di quasi 2000 produttori del nord Italia, riuniti in un’unica struttura associativa che permette loro di sfruttare i benefici di un’efficace organizzazione per migliorare la qualità del prodotto offerto e rispondere in maniera più efficace alle sfide del mercato.
La creazione di percorsi tematici legati al settore vitivinicolo, le cosiddette “strade del vino”, è invece un’altra esperienza di rilievo del settore: la strada del vino Villany – Siklos in Ungheria e la Strada del Sagrantino di Montefalco in Italia sono solo alcuni esempi di come un prodotto vinicolo d’eccellenza posa essere valorizzato attraverso un percorso capace di legare l’offerta enogastronomica alle attrattive culturali ed ambientali del territorio, attraverso la collaborazione tra enti locali, produttori, operatori del settore turistico alberghiero.
Alcune di queste esperienze sono state sostenute anche da finanziamenti europei: ad esempio il progetto “Vintour”, finanziato dal programma Interreg III C, ha visto la collaborazione tra la Regione della Transdanubia Meridionale (HU), la Provincia di Treviso (IT) e la Regione della Mancha (ES) per la promozione dell’offerta turistica e professionale legata alle strade del vino locali.

I workshop: prime basi per future iniziative di cooperazione

La presentazione di buone prassi attuate sul territorio europeo ha incoraggiato il confronto tra i presenti, portando allo scambio di esperienze, strategie, punti di vista per affrontare tematiche di interesse comune.
Il dibattito è poi proseguito all’interno dei workshop tematici che hanno permesso ai partecipanti di incontrarsi direttamente, valutando anche la possibilità di sviluppare iniziative future di cooperazione.
I temi dei workshop proposti sono stati i seguenti:

Workshop 1: Cos’è diverso? Cos’ è migliore? La nuova politica UE nel settore vitivinicolo comparata con gli standard nazionali.

Workshop 2: Le procedure di etichettatura.

Workshop 3: Le migliori prassi nella produzione e nella promozione dei vini – il potenziale del turismo vitivinicolo e la creazione di un marchio.



Conclusioni

Al termine dei workshop tematici i partecipanti si sono nuovamente riuniti in sessione plenaria per trarre le fila dei lavori della conferenza: le conclusioni di ciascun workshop, come momento di massimo confronto tra i partecipanti, hanno fornito una sintesi efficace della conferenza.

Sono emerse in particolare:

  • La necessità di moltiplicare le occasioni di confronto e scambio tra le autorità pubbliche nazionali e locali e tra queste ultime e gli operatori produttivi, in particolare promuovendo la cooperazione pubblico-privata sul territorio.
  • L’esigenza di valorizzare i prodotti vinicoli attraverso iniziative integrate che riuniscano operatori del settore turistico, produttori, enti locali per migliorare l’offerta turistica legata al settore vitivinicolo per quanto riguarda la gamma e la varietà dei servizi offerti.
  • L’intenzione di evidenziare forme specifiche di tutela e valorizzazione dei prodotti attraverso l’ideazione, la creazione e la promozione di marchi riconoscibili capaci di identificare immediatamente il prodotto associandolo alla realtà territoriale di riferimento.

In base a tali conclusioni, i partecipanti hanno evidenziato la volontà comune di proseguire la collaborazione nel settore vitivinicolo e ad ampliarla ad altre tematiche legate alle politiche di sviluppo locale e alla valorizzazione territoriale, attraverso iniziative di cooperazione transfrontaliera e transnazionale.

Per saperne di più…

            
Se interessato a quanto riportato non esiti a contattarci scrivendo a :
D.ssa Laura Franceschi.

Cordiali saluti.
             

  CONSULMARC SVILUPPO S.r.l.
d.ssa Laura Franceschi
                              

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