Hai appena firmato il contratto per il lavoro dei tuoi sogni, o forse hai accettato una nuova posizione per dare una svolta alla tua carriera. Sul documento, però, c’è una clausola che ti preoccupa o che non ti è del tutto chiara: il patto di prova.
Nel 2026, il mercato del lavoro è diventato ancora più dinamico e le normative, specialmente dopo gli assestamenti del Decreto Trasparenza e le recenti direttive UE, richiedono molta attenzione. Il periodo di prova lavoro non è una semplice formalità, ma un vero e proprio “test drive” reciproco: serve all’azienda per valutare le tue competenze, ma serve soprattutto a te per capire se quell’ambiente fa al caso tuo.
In questa guida completa analizzeremo durata, regole aggiornate ai principali CCNL (Commercio, Metalmeccanici) e risponderemo alla domanda più temuta: posso andarmene quando voglio senza perdere soldi?
Cos’è il Patto di Prova (e perché deve essere scritto)
Il periodo di prova è una clausola accessoria del contratto di lavoro, regolata dall’art. 2096 del Codice Civile. La sua funzione è permettere a entrambe le parti di valutare la convenienza dell’affare prima che il vincolo diventi definitivo.
C’è una regola d’oro che devi conoscere subito: il patto di prova deve essere stipulato per iscritto.
Se inizi a lavorare anche solo per un giorno senza aver firmato nulla, o se la clausola di prova viene firmata dopo l’inizio della prestazione lavorativa, il patto è nullo. In quel caso, sei considerato assunto a titolo definitivo fin dal primo istante e l’azienda non potrà licenziarti liberamente appellandosi al mancato superamento della prova.
Quanto Dura il Periodo di Prova? Le Regole 2026
La durata periodo di prova non è uguale per tutti. Dipende dal tipo di contratto (a termine o indeterminato) e dal livello di inquadramento previsto dal tuo CCNL.
1. Contratti a Tempo Determinato
Per i contratti a termine, le regole si sono fatte più stringenti per evitare abusi. Nel 2026 rimangono vigenti i criteri introdotti recentemente che legano la prova alla durata del contratto:
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Il calcolo: 1 giorno di prova ogni 15 giorni di calendario di contratto.
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Minimo: Non può durare meno di 2 giorni.
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Massimo:
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15 giorni per contratti fino a 6 mesi.
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30 giorni per contratti tra 6 e 12 mesi.
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2. Contratti a Tempo Indeterminato (Esempi CCNL)
Per i contratti stabili, la legge fissa un tetto massimo di 6 mesi (generalmente per i quadri e dirigenti). Tuttavia, i Contratti Collettivi (CCNL) spesso riducono questi limiti. Ecco i riferimenti per i due settori più comuni:
| CCNL | Livello / Qualifica | Durata Massima (giorni di lavoro effettivo o mesi) |
|---|---|---|
| Commercio | Quadri e I Livello | 6 Mesi (calendario) |
| Commercio | II, III, IV, V Livello | 60 Giorni (lavoro effettivo) |
| Commercio | VI, VII Livello | 45 Giorni (lavoro effettivo) |
| Metalmeccanici | Livelli alti (es. B2, A1) | 6 Mesi |
| Metalmeccanici | Livelli intermedi (es. C2, C3) | 3 Mesi |
| Metalmeccanici | Livelli base (es. D1) | 1 Mese e mezzo |
Attenzione: Molti CCNL calcolano la prova in giorni di lavoro effettivo. Significa che ferie, malattie e permessi non vengono contati e “allungano” la data di fine prova.
I Tuoi Diritti durante la Prova: Stipendio, Malattia e Ferie
Un errore comune è pensare che durante la prova si abbiano “meno diritti”. Falso.
Durante il periodo di prova lavoro, hai diritto allo stesso trattamento economico e normativo dei colleghi assunti definitivamente.
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Stipendio: Viene pagato regolarmente, inclusi i ratei di tredicesima e quattordicesima (se prevista).
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Ferie e Permessi: Maturano fin dal primo giorno.
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Malattia: Se ti ammali durante la prova, il periodo di prova viene sospeso (non scorre) e riprende al tuo rientro. Tuttavia, verifica sempre il tuo CCNL: alcuni contratti fissano un limite massimo di conservazione del posto (comporto) anche durante la prova, superato il quale l’azienda può recedere.
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TFR: Matura regolarmente.
Inoltre, con l’avvicinarsi della scadenza di giugno 2026 per la Direttiva UE sulla trasparenza salariale, è fondamentale che tu conosca chiaramente i livelli retributivi fin dall’inizio. Se ritieni che l’offerta non sia in linea con il mercato, ti consigliamo di leggere la nostra guida su Come Negoziare lo Stipendio.
Dimissioni durante Periodo di Prova: Serve il Preavviso?
Questa è la domanda che riceviamo più spesso: Ho trovato un’altra offerta, posso andarmene domani mattina?
La risposta breve è: Sì.
L’articolo 2096 del Codice Civile prevede la libera recedibilità per entrambe le parti. Significa che puoi rassegnare le dimissioni durante periodo di prova in qualsiasi momento, senza dover fornire una giustificazione e, soprattutto, senza obbligo di preavviso.
Non sei tenuto a pagare l’indennità di mancato preavviso all’azienda, né l’azienda a te (salvo casi eccezionali previsti da contratti individuali molto specifici, che vanno però letti con attenzione). Anche se la legge ti permette di sparire da un giorno all’altro, per mantenere buoni rapporti professionali è sempre meglio comunicarlo con garbo. Per approfondire il “bon ton” dell’addio, leggi il nostro articolo su Come Dare le Dimissioni in Modo Professionale.
Licenziamento Periodo di Prova: Quando è Illegittimo?
Anche il datore di lavoro può interrompere il rapporto liberamente (“ad nutum”) senza motivazione. Tuttavia, il licenziamento periodo di prova non è un potere assoluto e incontrollabile.
Il licenziamento può essere impugnato e considerato illegittimo se:
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Motivi discriminatori: Se il recesso è dovuto a gravidanza, religione, opinioni politiche o disabilità.
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Prova non effettiva: Se sei stato licenziato dopo pochissimi giorni, senza aver avuto materialmente il tempo di dimostrare le tue capacità.
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Prova superata: Se il licenziamento avviene dopo che il periodo massimo previsto dal CCNL è scaduto (anche solo di un giorno).
FAQ: Domande Frequenti sul Periodo di Prova
D. Se mi licenziano durante il periodo di prova ho diritto alla NASpI?
Sì. Il mancato superamento del periodo di prova per volontà del datore di lavoro è considerato una perdita involontaria dell’occupazione. Pertanto, se hai i requisiti contributivi (almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni), hai diritto a richiedere l’indennità di disoccupazione (NASpI). Se invece sei tu a dare le dimissioni, non hai diritto alla NASpI.
D. Il periodo di prova conta per l’anzianità di servizio?
Assolutamente sì. Una volta superato il periodo di prova e confermata l’assunzione, l’anzianità di servizio si calcola retroattivamente dal primo giorno di lavoro, includendo interamente il periodo di prova svolto.
D. Posso prendere ferie durante il periodo di prova?
Sì, le ferie maturano fin da subito e possono essere godute anche durante la prova, previa autorizzazione del datore di lavoro. Tieni presente, però, che i giorni di ferie goduti sospendono il conteggio del periodo di prova (nei contratti dove il calcolo è su giorni di lavoro effettivo), posticipando quindi la data della conferma definitiva.
D. È possibile prorogare il periodo di prova?
In linea generale, no. Il patto di prova deve avere una durata certa stabilita all’inizio. La giurisprudenza tende a considerare nulle le proroghe successive, a meno che non siano previste da specifici accordi collettivi o giustificate da lunghe assenze (come malattia o infortunio) che hanno impedito la valutazione delle capacità del lavoratore.