Pompa di Calore e Transizione 5.0: Requisiti Tecnici e Incentivi per il Riscaldamento Green

Dal dimensionamento all'interconnessione energetica: come ottenere il massimo credito d'imposta per impianti termici sostenibili.

Pompa di calore industriale interconnessa con grafici di efficienza energetica per Transizione 5.0
Una pompa di calore può diventare un investimento “ad alta resa” in un progetto Transizione 5.0 se è progettata per ridurre i consumi misurabili e se viene inserita correttamente nel perimetro tecnico-documentale richiesto dal credito d’imposta. In questa guida trovi i criteri pratici di dimensionamento, i requisiti di interconnessione/monitoraggio e le leve per massimizzare l’incentivo nel 2025/2026.

Dal dimensionamento all’interconnessione energetica: come ottenere il massimo credito d’imposta per impianti termici sostenibili.

Se stai valutando una pompa di calore Transizione 5.0 per la tua azienda, la vera differenza non la fa solo la macchina: la fa la progettazione “misurabile”, cioè un impianto dimensionato correttamente, monitorabile e integrato nel progetto di innovazione che porta alla riduzione dei consumi richiesta dalla misura. L’obiettivo è trasformare un intervento termico in un investimento industriale controllabile (dati, baseline, misure ex post), così da sostenere l’accesso al credito d’imposta e difendere il progetto in caso di verifiche.

Perché la pompa di calore è strategica in ottica 5.0

In ambito industriale e terziario evoluto, una pompa di calore può ridurre i consumi e migliorare l’efficienza complessiva quando sostituisce generatori meno efficienti o quando recupera e “sposta” energia termica (es. da aria/acqua o acqua/acqua) verso usi utili. In un progetto ben impostato, la pompa di calore diventa anche una “leva digitale”, perché può essere controllata, misurata e ottimizzata con logiche di regolazione e supervisione energetica.

Questo approccio si allinea al cuore del Piano: il credito d’imposta è riconosciuto se il progetto produce una riduzione dei consumi energetici almeno del 3% sulla struttura produttiva, oppure almeno del 5% sul processo interessato dall’investimento.

Requisiti “chiave” per non sbagliare impostazione

Prima ancora di parlare di marca/modello, chiarisci questi requisiti progettuali: sono quelli che impattano sia il risultato energetico sia la “tenuta” documentale dell’intervento.

1) Risparmio energetico dimostrabile (ex ante + ex post)

Il progetto deve dimostrare la riduzione dei consumi rispetto a una baseline, perché la soglia minima è parte della condizione di accesso: 3% (struttura) o 5% (processo). Nella pratica, questo implica misure e dati: senza misurazione (contatori/strumentazione e raccolta dati), anche un buon impianto rischia di non “passare” come progetto 5.0.

2) Progetto coerente con beni materiali/immateriali del piano

La riduzione dei consumi deve conseguire da investimenti in beni materiali e immateriali funzionali alla transizione tecnologica e digitale secondo il modello del Piano. Tradotto: la pompa di calore va inserita in un’architettura di intervento dove il controllo, l’automazione e la gestione dati rendono l’efficientamento replicabile e verificabile.

3) Procedura e comunicazioni: tempistiche e documenti

L’accesso al bonus passa dalla piattaforma “Transizione 5.0” del GSE e, secondo le ricostruzioni operative, include una comunicazione preventiva/prenotazione con allegati (tra cui certificazione “ex ante”) e successive fasi di completamento/consuntivazione. È indicato che, dopo l’invio, il sistema rilasci ricevute e che l’impresa possa ricevere una conferma o richieste di integrazione entro pochi giorni (es. 5 giorni in alcune guide operative).

Consiglio pratico: prima di firmare il contratto di fornitura, fai “disegnare” al tecnico anche il perimetro dati (cosa misuro, dove, con che frequenza, dove salvo i log) e il perimetro interconnessione (quali segnali scambio e con chi). Questo ti evita retrofit costosi a progetto avviato.

Dimensionamento: come stimare la potenza minima (senza sovradimensionare)

Il dimensionamento corretto è la base del “dimensionamento pompa calore 5.0”: se sovradimensioni, aumenti CAPEX e cicli di accensione/spegnimento; se sottodimensioni, introduci integrazioni elettriche o caldaie di backup che peggiorano il risultato energetico.

Il riferimento tecnico: calcolo del carico termico

Per stimare la potenza necessaria si usa il calcolo del carico termico secondo DIN/EN 12831, che fornisce una base standardizzata per determinare la potenza richiesta considerando fattori strutturali e climatici. Alcune fonti distinguono tra metodo semplificato (stima) e metodo dettagliato (più preciso, basato su dati edilizi puntuali).

Step pratici (approccio “azienda”)

  • Definisci l’uso: solo riscaldamento ambienti, anche ACS, anche raffrescamento, o recupero calore di processo (cambia tutto: temperature e profili di carico).
  • Identifica le temperature di progetto: temperatura di mandata richiesta dai terminali (radiatori, aerotermi, pavimento radiante) e temperatura sorgente (aria esterna, acqua di falda, circuito industriale).
  • Traccia il profilo di carico: ore/anno, picchi, continuità di servizio, eventuali fermate produttive. La pompa di calore lavora meglio con carichi “stabili” e logiche modulanti.
  • Valuta accumulo e idraulica: puffer, separatore idraulico, pompe di rilancio, valvole miscelatrici;. Spesso sono questi elementi a determinare comfort e stabilità, più della macchina stessa.

Micro-esempio (per evitare errori tipici)

Se in un capannone passi da generatori ad alta temperatura a una pompa di calore, l’errore più comune è mantenere terminali e setpoint “da caldaia” (mandate troppo alte), riducendo l’efficienza stagionale e il risparmio ottenibile. In molti casi conviene intervenire sui terminali (es. aerotermi più efficienti o fan-coil) o sulla regolazione per abbassare la temperatura di mandata, così da rendere il progetto più robusto lato riduzione consumi.

Interconnessione e monitoraggio: cosa significa in pratica per impianti termici

Quando l’obiettivo è dimostrare risparmio energetico e ottimizzare l’incentivo, l’impianto non deve essere solo “installato”: deve essere misurabile e integrato nei flussi dati del sito (energy management).

Che cosa dovresti poter misurare (minimo sindacale)

  • Energia elettrica assorbita dalla pompa di calore (kWh), idealmente con contatore dedicato o misure separate.
  • Energia termica resa (kWh termici) con misuratore di energia termica (portata + ΔT) sui circuiti principali.
  • Temperature mandata/ritorno, temperature sorgente, ore di funzionamento, allarmi e stati macchina (on/off/modulazione).
  • Dati di contesto: produzione, turni, temperatura esterna, carichi HVAC/di processo, per leggere correttamente i risultati.

Integrazione software: il punto “Industria 5.0”

Nel percorso di richiesta, molte guide operative insistono sul fatto che la procedura passa dal portale GSE e che servono documenti/attestazioni ex ante ed ex post: per questo, predisporre log storici, report e tracciabilità delle misure ti aiuta a ridurre tempi e rischi di integrazioni. Se già usi un EMS/BMS (Building Management Systems/Environmental/Energy Management Systems) o un sistema di supervisione, definisci fin da subito protocolli, punti dati e responsabilità (chi valida i dati, chi li conserva, per quanto).

Beni trainanti e progetto integrato: come costruire l’architettura “a prova di verifica”

Uno degli errori più costosi è trattare la pompa di calore come un intervento “stand-alone” scollegato dal progetto di innovazione: in ottica Transizione 5.0 conviene invece progettarla come parte di un sistema integrato dove automazione, sensori e gestione energetica rendono il risparmio ripetibile e certificabile.

Architettura tipo (esempio pratico)

  • Impianto termico: pompa di calore (o più unità modulari), accumulo inerziale, circuiti secondari, valvole e pompe ad alta efficienza.
  • Misura: contatore elettrico dedicato, misuratore energia termica, sonde temperatura/portata, acquisizione dati.
  • Controllo: regolazione climatica, logiche su fasce orarie/produzione, controllo setpoint su profilo di carico.
  • Supervisione: dashboard consumi, report automatici, allarmi, export dati per perizia/attestazioni.

Se vuoi approfondire la strategia complessiva (e capire come collegare impianti e investimenti a ROI e credito), leggi anche: Transizione 5.0 e Sostenibilità: La Guida Definitiva per Trasformare gli Investimenti Green in Profitto Aziendale e Investimenti Transizione 5.0: Guida Efficace per Ottimizzare Risorse e Massimizzare Incentivi.

Incentivi Transizione 5.0 (2025/2026): come funziona il credito d’imposta

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è riconosciuto se il progetto consegue una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% sulla struttura produttiva oppure di almeno il 5% sul processo interessato. La percentuale del credito cresce al crescere della riduzione dei consumi: sul sito MIMIT è riportata, ad esempio, un’aliquota del 35% per la fascia di riduzione 3–6% (struttura) o 5–10% (processo), e del 40% per la fascia 6–10% (struttura) o 10–15% (processo).

Il credito è indicato come utilizzabile solo in compensazione e il massimo riconoscibile per ciascun beneficiario è pari a 50 milioni di euro l’anno, con un credito compreso (in base ai casi) tra il 35% e il 45% dei costi sostenuti. È inoltre indicata la possibilità di cumulo con altre agevolazioni nazionali sugli stessi costi, a condizione di non superare il costo sostenuto.

Come massimizzare l’incentivo (approccio commerciale-investigativo)

  • Decidi il “target” di risparmio: puntare solo alla soglia minima (3%/5%) può non essere la scelta migliore se con piccole integrazioni (regolazione, misure, terminali) puoi salire di fascia e aumentare l’aliquota.
  • Progetta la misura prima della macchina: definisci la baseline e i punti di misura (elettrico + termico) per rendere il risparmio difendibile nelle attestazioni ex ante/ex post.
  • Integra con logiche “smart”: fasce, setpoint dinamici, gestione accumulo e priorità dei carichi; spesso sono queste logiche a trasformare un impianto “buono” in un impianto “ottimizzato”.
  • Allinea procurement e procedura: molte guide operative indicano che l’iter passa dalla comunicazione preventiva/prenotazione sul portale GSE, quindi evita di scoprire i vincoli documentali a ordine già emesso.

Nota importante: le regole applicative e la documentazione richiesta possono essere aggiornate e variano in base al tipo di progetto; usa sempre fonti ufficiali e confrontati con un tecnico/consulente abilitato prima di impegnare budget o firmare forniture.

Checklist operativa (pronta per il preventivo)

Usa questa checklist per confrontare più proposte e capire subito se il fornitore sta ragionando in logica “impianto” o in logica “progetto 5.0”.

Requisiti tecnici

  • Potenza termica dimensionata su carico (calcolo) e non “a spanne”.
  • Definizione temperature di mandata/ritorno e verifica compatibilità con terminali esistenti.
  • Schema idraulico completo (accumulo, pompe, valvole, sicurezza, gestione condensa).
  • Strategia di backup (se necessaria) e impatto su consumi e reportistica.

Misure e dati

  • Misura energia elettrica assorbita e energia termica resa (strumentazione dedicata).
  • Storico dati e possibilità di esportazione (CSV, API, report periodici).
  • Dashboard o report che evidenzino KPI: kWh, COP/efficienza operativa, ore, setpoint, anomalie.

Procedura e documenti

  • Verifica del percorso su piattaforma GSE e degli allegati richiesti in fase di prenotazione (es. certificazione ex ante).
  • Piano di collaudo: prove funzionali, taratura sensori, verifica acquisizione dati.
  • Predisposizione pacchetto evidenze: schemi, manuali, foto impianto, report misure, log.

FAQ

Qual è la soglia minima di risparmio per accedere alla Transizione 5.0?

È richiesta una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% sulla struttura produttiva oppure di almeno il 5% sul processo interessato dall’investimento.

Quali aliquote si vedono nelle prime fasce del credito?

Sul sito MIMIT sono riportate, ad esempio, aliquote del 35% per riduzioni 3–6% (struttura) o 5–10% (processo) e del 40% per riduzioni 6–10% (struttura) o 10–15% (processo).

Il credito ha un tetto massimo?

È indicato un massimo riconoscibile pari a 50 milioni di euro l’anno per ciascun soggetto beneficiario.

Serve per forza un sistema di monitoraggio?

Se devi dimostrare riduzioni ex ante ed ex post e gestire comunicazioni/integrazioni, predisporre misure e log rende il progetto più difendibile e riduce il rischio di blocchi documentali.

Come dimensiono correttamente una pompa di calore?

La base è il calcolo del carico termico secondo DIN/EN 12831: alcune fonti evidenziano che il metodo dettagliato, basato su dati edilizi precisi, è più affidabile delle stime semplificate per evitare sovra/sottodimensionamenti.

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