Consulmarc Sviluppo, un plafond da oltre 50 milioni di euro per attivare i cantieri del superbonus

Superbonus 110%, una grandiosa opportunità di crescita che rischia di svanire

L’incentivo alla ristrutturazione e all’efficientamento energetico degli edifici, chiamato Superbonus 110%, è stato introdotto dal Decreto Rilancio 2020, per dare uno stimolo alla ripartenza del settore edilizio affrontando un tema chiave per il nostro paese come quello dell’efficienza energetica.

Concretamente il Bonus alza fino al 110% le soglie di detrazione dell’Ecobonus già previsto, e lo fa per diversi interventi volti all’efficientamento energetico di case e condomini. Le agevolazioni possono essere richieste per sostituire il vecchio impianto di riscaldamento, rinnovare gli infissi, installare impianti fotovoltaici, per l’isolamento termico delle superfici esterne e del tetto, e non solo.

Un interessante novità introdotta risiede nel fatto che le aziende che hanno effettuano i lavori possono praticare lo “sconto in fattura” ai clienti, azzerando di fatto i costi per gli stessi, e andando poi a recuperare gli importi cedendo il credito fiscale maturato ad un istituto di credito o altra realtà economica disposta ad acquisirlo.

Dal blocco delle cessioni multiple alla crisi di liquidità degli istituti abilitati

L’emersione di numerosi episodi di frodi ai danni dello stato ha spinto il governo a sospendere a febbraio la possibilità di effettuare le cessioni multiple del credito, per poi con un successivo decreto correttivo riammetterla, limitatamente però ad un numero di cessioni massimo di tre.

Oltre al temporaneo blocco dei cantieri, questa duplice modifica normativa ha avuto l’effetto di frenare fortemente gli istituti di credito nel processo di acquisizione di crediti fiscali, in particolar modo quelli presentati dalle aziende che operano lo sconto in fattura. Alcune banche poi hanno optato per la decisione di acquisire i crediti unicamente dai privati, escludendo le imprese fornitrici.

Oltre alla difficoltà derivante dal non disporre della liquidità necessaria ad avviare i cantieri, le imprese edili e di impiantistica si sono quindi trovate anche di fronte al problema di dover individuare un istituto disposto a comperare i crediti fiscali che loro non sarebbero in grado di portare in detrazione.

Consulmarc Sviluppo, un plafond da oltre 50 milioni di euro per attivare i cantieri del superbonus

Proprio per risolvere questo problema, Consulmarc Sviluppo, in accordo con un prestigioso fondo di private equity tedesco ed un istituto di credito nazionale, ha strutturato un plafond di oltre 50 milioni di euro a supporto delle imprese del territorio che operano come fornitore di servizi e beni negli ambiti dei diversi ecobonus 65%, superbonus 110%, superbonus alberghi 80%, bonus ristrutturazione 50%.

Il plafond garantisce servizi di credito a tutti i soggetti che offrono lo sconto in fattura ai propri clienti, nello specifico:

  • Un istituto finanziario disposto ad acquisire i crediti fiscali, ad un valore superiore a quello offerto dalla media del mercato;
  • Un anticipo sui crediti fiscali ceduti alla banca, utile per avviare i lavori e attivare il cantiere;

Il servizio in pratica supporta la crescita delle aziende che operano nei settori coinvolti dai bonus, garantendo continuità di acquisto dei crediti fiscali derivanti dai bonus e apportando la liquidità immediata necessaria ad avviare le operazioni.

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