Dal 21 aprile sarà possibile presentare domanda per l’incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT gestito da Invitalia.
L’incentivo ha una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro e si rivolge alle piccole e medie imprese delle regioni del Mezzogiorno con l’obiettivo di favorisce la crescita competitiva attraverso l’acquisto di servizi di formazione
Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto per coprire il 50% delle spese ammissibili. Per i progetti integrati sovraregionali è prevista una maggiorazione del 20% per micro e piccole imprese e del 10% per le medie imprese. Il 40% di queste risorse è riservato alle imprese operanti nelle filiere automotive e moda-tessile-arredamento.
Sviluppo Competenze specialistiche delle PMI: che cos’è e a chi si rivolge
L’Incentivo Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI è un’agevolazione finanziaria volta a sostenere la crescita competitiva delle piccole e medie imprese situate nelle regioni del Mezzogiorno. Nello specifico, la misura finanzia l’acquisto di servizi specialistici finalizzati allo sviluppo delle abilità del personale dipendente. L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire la capacità delle imprese di affrontare l’innovazione tecnologica; dall’altro, rafforzare le filiere di appartenenza in un’ottica di sostenibilità.
I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese (PMI) localizzate in:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna
Per accedere al contributo a fondo perduto, le imprese devono essere regolarmente costituite, attive nel registro delle imprese e possedere almeno un bilancio approvato (o dichiarazione dei redditi per le ditte individuali). Inoltre, devono trovarsi nel pieno esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali.
Cosa si può finanziare: Spese e Progetti
L’Incentivo Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI copre le prestazioni specialistiche per attività formative che rientrano negli ambiti definiti dal Decreto direttoriale del 26 gennaio 2026. I progetti proposti devono avere una dimensione finanziaria ben precisa: il costo ammissibile non può essere inferiore a 10.000 euro né superiore a 60.000 euro per singolo beneficiario.
Le spese ammissibili includono:
- Personale docente: spese relative ai formatori per le ore di lezione;
- Costi di esercizio: spese di viaggio, alloggio e materiali direttamente connessi al progetto;
- Consulenza specialistica: servizi strettamente legati all’iniziativa formativa;
- Personale discente: spese relative ai dipendenti per le ore trascorse in formazione.
I percorsi formativi devono essere avviati entro 6 mesi dalla concessione dell’agevolazione e concludersi entro un massimo di 12 mesi.
Le agevolazioni previste e il meccanismo del Fondo Perduto
Il cuore della misura risiede nella natura dell’agevolazione: un contributo diretto alla spesa, comunemente noto come fondo perduto, concesso nel rispetto del regolamento de minimis.
In via ordinaria, il contributo copre il 50% delle spese ammissibili. Tuttavia, la normativa premia la collaborazione territoriale attraverso i “progetti integrati sovraregionali”. Se più imprese (fino a un massimo di 10) collaborano su un progetto che coinvolge unità locali situate in almeno due regioni del Mezzogiorno, la percentuale di fondo perduto aumenta sensibilmente:
- +20% per micro e piccole imprese (raggiungendo il 70% di copertura);
- +10% per le medie imprese (raggiungendo il 60% di copertura).
Questa struttura incentiva non solo la crescita individuale, ma la creazione di reti d’impresa capaci di generare vantaggi competitivi comuni.
Presentazione della domanda
Per non perdere l’opportunità dell’Incentivo Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI, le imprese devono rispettare una finestra temporale rigorosa. La domanda può essere inviata telematicamente a partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026.
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