Credito di imposta ZES: dal 31 marzo è possibile presentare comunicazione per gli investimenti 2026, 2,3 miliardi di euro

Credito di imposta ZES

Il credito di imposta ZES rappresenta oggi una delle leve fiscali più potenti per le imprese che puntano a espandersi nel Mezzogiorno. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il Governo ha confermato e potenziato questa misura, stanziando ben 2,3 miliardi di euro solo per l’anno in corso. Si tratta di un’opportunità straordinaria per chi desidera investire in asset strumentali, ma richiede una pianificazione rigorosa: la finestra per inviare la comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate si aprirà ufficialmente il 31 marzo 2026.

Che cos’è il Credito d’Imposta ZES Unica?

Il beneficio consiste in un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive situate nella ZES Unica Mezzogiorno. La norma estende l’agevolazione per il triennio 2026-2028, coprendo investimenti realizzati in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo, oltre ad alcune zone assistite di Marche e Umbria.

L’obiettivo è chiaro: incentivare la nascita di nuovi stabilimenti o l’ampliamento di quelli esistenti, garantendo alle imprese la liquidità necessaria per competere su scala internazionale.

Credito di imposta ZES: A chi spetta e quali sono i requisiti?

L’agevolazione è rivolta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico, che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nelle zone sopra citate.

Tuttavia, esistono delle soglie dimensionali per i progetti:

  • Investimento minimo: Per accedere al credito, il costo complessivo del progetto non deve essere inferiore a 200.000 euro.
  • Investimento Massimo: Il limite massimo agevolabile per ciascun progetto è fissato a 100 milioni di euro.

Il credito di imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. Inoltre, il credito è cumulabile, nei limiti delle spese effettivamente sostenute, anche con altre misure agevolative, che non siano qualificabili come aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107 TFUE.

Credito di imposta ZES: Quali sono i beni agevolabili?

Il credito d’imposta riguarda l’acquisto, anche tramite locazione finanziaria (leasing), di:

  1. Macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive nuove o già esistenti.
  2. Terreni e immobili (l’acquisto di questi ultimi è agevolabile, ma con limiti specifici definiti dai decreti attuativi).

Come e quando presentare la domanda: le scadenze 2026

Il processo di accesso al credito di imposta ZES si articola in due fasi obbligatorie:

  1. Comunicazione Preventiva (31 marzo – 30 maggio 2026): Le imprese devono inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello contenente i dati degli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 o che si prevede di realizzare entro il 31 dicembre 2026.
  2. Comunicazione Integrativa (3 gennaio – 17 gennaio 2027): A pena di decadenza, i soggetti interessati devono confermare l’effettiva realizzazione degli investimenti e indicare gli estremi della certificazione contabile richiesta.

Certificazione e fruizione del credito

Per utilizzare il credito di imposta ZES in compensazione tramite modello F24 (codice tributo 7034), è indispensabile ottenere una certificazione rilasciata da un revisore legale dei conti. Questa deve attestare l’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza alla documentazione contabile.

Il credito di imposta ZES sarà utilizzabile:

  • Per gli investimenti tracciati via fattura elettronica: dal giorno successivo alla conferma dell’Agenzia delle Entrate.
  • Per investimenti in leasing o non documentabili via SDI: previa verifica documentale specifica.

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