La finanza straordinaria per investire nell’efficienza energetica, buone pratiche

La recente impennata del prezzo dell’energia e dei carburanti costituisce una sfida che le aziende e i privati devono obbligatoriamente raccogliere. L’unico modo per limitare i danni e le perdite derivanti da queste variazioni repentine dei prezzi è quello di rendersi sul piano dei consumi il più autosufficienti ed efficienti possibile.

L’aumento del costo dell’energia e la transizione energetica

Durante l’assemblea nazionale di Confartigianato tenutasi il giorno 30 Novembre 2021 a Roma, il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come sia essenziale per le aziende italiane progredire nella strada dell’efficientamento energetico per sopperire all’aumento dei costi dell’energia.

Una soluzione a queste problematiche arriva direttamente dal mondo della finanza straordinaria. Parliamo di una strategia win-win che porta benefici a tutti gli attori del processo e la cui adozione impatta positivamente sui conti dell’azienda proponente e migliora le performance del fondo che eroga la liquidità.

Consulmarc Sviluppo, tramite la collaborazione con un importante Fondo di Private Equity specializzato negli interventi di efficienza energetica, sostiene le aziende nei loro progetti di riduzione dei consumi energetici, siano essi da avviare o già avviati.

Due buone pratiche di finanza straordinaria per l’efficienza energetica

Il funzionamento della finanza straordinaria prevede che l’impegno economico necessario all’acquisto dell’asset di efficientamento energetico sia assunto da un fondo di private equity il quale, affiancato da una società ESCO, si occuperà dell’intero processo, dalla progettazione, alla gestione fino alla manutenzione per l’arco di tutta la durata contrattuale. Durante questo periodo l’unico impegno dell’azienda utilizzatrice dell’asset sarà quello di condividere parte del risparmio generato dalla riduzione dei consumi energetici. L’operazione si sostanzia formalmente in un contratto di leasing operativo (o di altro genere), non prevede l’apporto di alcuna garanzia e non va ad incidere sulla posizione finanziaria dell’azienda proponente.

Esempi di buone pratiche:

INTERVENTO COSTO IMPATTO
Sostituzione del sistema di illuminazione stradale esistente di ca.10’000 lampade con una soluzione illuminotecnica a LED per 8 municipalità in Umbria. 3 milioni di euro. Risparmio energetico cumulato di 42.000 MWh; riduzione cumulata di CO2 di 19.320 tonnellate.
Installazione di due impianti di cogenerazione con potenza di 500 kWel cadauno e di un sistema di recupero calore a supporto del processo di deumificazione delle piastrelle di ceramica per uno dei principali produttori italiani di ceramiche di alta gamma. 1,6 milioni di euro. Risparmio energetico cumulato di 60.800 MWh; riduzione cumulata di CO2 di 38.136 tonnellate.

 

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