Ripresa del mercato del lavoro in Veneto

mercato del lavoro in Veneto

Nel tracciare un bilancio sull’andamento del Mercato del Lavoro in Veneto dell’anno appena concluso appare ormai consolidato il trend positivo di ripresa che sta portando i numeri dell’occupazione regionale verso i livelli registrati prima dell’emergenza pandemica con ricadute positive a tutti i livelli; le evidenze giungono dalle analisi pubblicate nell’ultimo numero della Bussola, periodico di informazione curato da Veneto Lavoro, in cui si espone la situazione del mercato del lavoro in Veneto con riferimento alla domanda espressa dai datori di lavoro privati mediante contratti a tempo indeterminato, determinato e di apprendistato.

Mercato del lavoro in Veneto: alcune statistiche

I numeri parlano chiaro: nel primo mese del nuovo anno il saldo tra assunzioni e cessazioni risulta essere leggermente in negativo, con risultato al di sotto della situazione pre-pandemica ma comunque migliore rispetto sia al 2021 che al 2022; inoltre si evidenzia che la domanda di lavoro risulta in crescita, con un flusso di assunzioni aumentato del +5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

In riferimento alle forme contrattuali il saldo negativo è da imputare soprattutto ai rapporti a tempo determinato, con la conclusione di contratti a termine che non hanno visto proroghe o rinnovi, e in parte per la minore trasformazione di posizioni a tempo indeterminato; il saldo dei contratti stabili è invece pari a +8.800 unità. La crescita delle assunzioni ha interessato pressoché in egual misura i nuovi rapporti di lavoro a tempo determinato (+5,4%) e quelli a tempo indeterminato (+5,1%).

Le cifre su base annua indicano, rispetto al mercato del lavoro in Veneto, un aumento dei posti di lavoro nei dodici mesi pari a 29.500 in aumento rispetto ai più 26.900 del 2019 con 616.200 reclutamenti rispetto ai 542.500 del 2021 (più 14 per cento) e rispetto ai 591.200 del 2019 (più 4 per cento).

Le assunzioni sono cresciute del 14 per cento rispetto al 2021 e il tasso di occupazione nel terzo trimestre del 2022 è stato del 67,8 per cento rispetto al 65,7 del terzo trimestre dell’anno precedente. A spingere l’economia è soprattutto il turismo, settore che assume il 33 per cento in più, mentre si ricorre sempre meno agli aiuti della cassa integrazione. In Veneto, nella fascia d’età 20-64 anni il tasso di occupazione è pari a 72,6%, con la concreta prospettiva di avvicinarsi progressivamente al target europeo da raggiungere entro il 2030 del valore del 78%.

I dati risultano essere significativi in quasi tutte le province venete, con particolare riferimento a Belluno e Treviso, in cui spiccano per i livelli occupazionali più elevati: 68,2% è il tasso di occupazione di entrambe, valore che le classifica nella top ten della graduatoria delle migliori fra tutte le province italiane (Treviso si posiziona all’ottavo posto e Belluno al decimo).

Mercato del lavoro in Veneto: opportunità occupazionali per i giovani

Una riflessione specifica merita, inoltre, la correlazione tra grado di istruzione e grado di occupazione; emerge infatti come al crescere del titolo di studio diminuisca il tasso di disoccupazione. Nella fascia 15-34 anni, con laurea, il tasso di occupazione è del 71 per cento.

Rispetto ad altre regioni italiane, la situazione del mercato del lavoro in Veneto per i giovani si trovano in una posizione molto favorevole rispetto ai coetanei delle altre regioni: la percentuale di Neet è pari al 13,9%, la più bassa d’Italia, e il tasso di abbandono scolastico è in calo, pari al 9,3%; entrambi gli indicatori, anche in questo caso, presentano una situazione performante del Veneto per il raggiungimento dei target europei fissati, in entrambi i casi, al 9% entro il 2030.

I dati sull’occupazione in Veneto dimostrano dunque che lo scorso anno il sistema economico, nonostante le difficoltà, ha reagito bene, mantenendo alti i livelli di possibilità occupazionale per i lavoratori. Guardando le cifre, la prima parte dell’anno è stata molto positiva per l’occupazione con numeri record registrati da settori trainanti come il turismo e l’industria.

Tutto questo ha ovviamente un forte impatto sull’economia globale del territorio e non solo, dato che questi dati sull’occupazione danno un’ulteriore conferma alle indicazioni sulla crescita del PIL annuale che, secondo le stime di Prometeia, nel 2022 è stata del 4,2 per cento.

Sono in ogni caso da segnalare anche alcuni segnali di rallentamento nel corso dell’autunno, particolarmente oggetto di analisi in questi mesi da parte delle strutture tecniche regionali, probabilmente dovuti a fisiologici periodi di contrazione in alcuni ambiti ad andamento tipicamente stagionale.

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